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SEKAC - Il recupero di sostanza organica dai rifiuti per la produzione di ammendanti di qualità per il settore agroalimentare


CAPOFILA: Racca Impianti s.r.l.

PARTNER: San Carlo s.r.l., Sagea SR Centro di Saggio s.r.l.


COSTO: 886.005,00€

CONTRIBUTO: 487.302,75€


DURATA: 24 MESI

FINE PROGETTO: NOVEMBRE 2019


ABSTRACT: L’industria agroalimentare produce ingenti quantità di reflui e scarti derivanti dalla lavorazione delle materie prime, che possono essere avviate alla digestione anaerobica: siero di latte, reflui liquidi di lavorazione dei succhi di frutta o di distillazione dell’alcool, scarti organici liquidi e/o semisolidi della macellazione (grassi, sangue, contenuto stomacale, budella ...), buccette di pomodoro, scarti di lavorazione delle patate, cipolle, mais, ecc. I programmi di azione per l'ambiente (PAA) hanno orientato lo sviluppo della politica ambientale dell'UE fin dai primi anni 1970. Nonostante i progressi compiuti in alcuni settori, le principali sfide ambientali perdurano, così come le opportunità di rendere l'ambiente più resiliente ai rischi sistemici e ai cambiamenti. L'UE ha adottato la strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, che orienta le scelte politiche fino al 2020 e l’attuale necessità di riforme strutturali offre all'Unione nuove opportunità per dirigersi verso un'economia verde inclusiva (Bruxelles, 29.11.2012; COM (2012) 710 final; 2012/0337 (COD)), così come anche ricordato da Rio+20.

La direttiva Europea sulla gestione dei rifiuti è sempre più direzionata a ridurre l’immesso in discarica e quindi a valorizzare gli scarti di lavorazione dei diversi processi produttivi; da qui origina l’idea progettuale SEKAC, con l’obiettivo di trasformare, mediante un evaporatore sottovuoto, il digestato derivante dalla centrale a biogas, in risorsa agronomica. La degradazione biologica della sostanza organica, in assenza di ossigeno, tecnologia attorno alla quale ruota la presente proposta di progetto, è un processo versatile nel quale possono entrare fanghi, rifiuti umido domestico, scarti dell’industria agroalimentare, insilati di mais, foraggi, deiezioni animali, sottoprodotti e produce azoto, fosforo e potassio che, nel corso del processo stesso si mineralizzano e si conservano, ottenendo, allo stesso tempo, un elevato abbattimento dell’eventuale carica patogena. Il progetto, pertanto, applica concretamente il concetto di Economia Circolare, ovvero di un sistema industriale rigenerante o rigenerativo, a seconda di come viene interpretato, attivando modelli di business innovativi.

Dal punto di vista normativo, lo scenario all’interno del quale il prodotto derivante dal processo produttivo proposto dal progetto è quello della produzione dei Fertilizzanti e dei Substrati, per i quali è necessario definire e certificare il titolo degli elementi minerali/organici prevalenti ed il contenuto dei microelementi, sia quelli che hanno un ruolo nella nutrizione delle piante, sia quelli potenzialmente inquinanti per l’ambiente, anche quando distribuiti in piccola quantità.

Dal punto di vista impiantistico, l’evaporatore sottovuoto, abbinato ad una stazione di pretrattamento, trasforma l’Ammoniaca presente nel digestato in solfato ammonico che non evapora in fase di ebollizione. L’impianto SEKAC, sfruttando il termico residuo delle centrali a biogas, riscalda il digestato, portandolo ad ebollizione ad una temperatura attorno ai 55°C in ambiente depressurizzato. L’evaporato che ne deriva è qualitativamente molto vicino ad un refluo liquido scaricabile in corpo irriguo superficiale, mentre il concentrato è l’oggetto della nostra sperimentazione.

 

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